Web2:una definizione?

copertina di Time 

La definizione  di “Web2.0” nasce durante una sessione di brainstorming tra ÒReilly Radar e MediaLive International. In quell’occasione Dale Dougherty (dello staff ÒReilly), riflettendo sulla progressiva importanza del Web nella vita quotidiana e sulla creazione e condivisione  di nuovi servizi , coniò il termine che fu subito accettato dal gruppo.Nacque così la Web 2.0 Conference (in seguito Web2.0 Summit) ,che dall’ottobre 2004 è il luogo in cui vengono analizzati  e censiti lo sviluppo del Web, e le nuove tendenze.

Ma che cosa è il web2.0 ?

Non è semplice definirlo. Molti ,e contrastanti, i pareri in proposito.

Per gli informatici non è altro che un insieme di tecnologie, AJAX e Flash principalmente, che consentono ad un sito web di comportarsi come un’applicazione che si trovi “fisicamente” sul computer. Due esempi molto validi: Gmail e Flickr. 

Per i non tecnici,e soprattutto per gli utilizzatori,l’idea di web2.0 si èintegrata ed è finita per coincidere  con  quelle di social software e social network.

Una dimensione sociale della rete , per cui il web diventa più un luogo di flussi che di contenuti. Flussi informativi generati da persone.

L’web 2.0 abbraccia così i concetti di intelligenza collettiva ,di contenuti aperti, si oppone alla chiusura  della produzione di conoscenza, mette in discussione il principio di autorità.

   “Quello che colpisce leggendo la storia del web è che, da sempre, i suoi ideatori avessero in mente uno spazio dove il lettore e l’autore fossero entrambi in grado di contribuire attivamente al processo di sviluppo della conoscenza. L’idea che c’è alla base è quella dell’ipertesto aperto. Se si pensa un attimo all’uso del web così come noi oggi lo conosciamo, sembra evidente che le cose siano andate in un altro modo: al web sono state applicate le logiche mediali che tanto gli autori quanto gli spettatori hanno imparato a conoscere attraverso i mezzi di comunicazione di massa. La logica del portale multifunzionale, quella della vendita degli spazi pubblicitari, le offerte di connettività che privilegiano il canale di download a quello di upload, l’attenzione all’auditel nella sua versione riveduta e corretta di audiweb, costituiscono altrettanti esempi di questo modo di intendere il web come un mezzo di comunicazione “a sola lettura”. (“Imparare al tempo del “farsi media”)

 

  

Forse, perciò, è il caso di considerare il web2.0 in maniera aperta, senza incasellarlo troppo in definizioni che sarebbero comunque approssimative e per così dire, già “datate” nel momento in cui vengono scritte, considerata la “fluidità”  e la velocità della rete  .

Perché in fondo il web 2.0 non è altro che una fase più matura del web, che pone in atto potenzialità già insite nello strumento : dalla comunicazione alla produzione di contenuti,  dalla condivisione di interessi  alla creatività senza editori…

E  vale la pena di riflettere soprattutto sulle modalità nuove di interazione,di gestione delle informazioni;  e come tutto ciò potrà influire sulla cultura e la conoscenza del futuro.

Per chi si occupa di conoscenza e cultura, non solo una opportunità di riflessione, ma una esigenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...