POTEVA MANCARE YOU TUBE?

you tube

La storia di tre amici con una idea e un video di accompagnamento

Il primo video èstato caricato alle 8:27 di sera del Sabato 23 Aprile 2005 da Yakov Lapitsky;non particolarmente interessante, mostra un tizio allo zoo…

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Idee per usare questi strumenti?

web2logo.gif 

Eccovi alcuni strumenti.  Volutamente non li commentiamo. Curiosate..

Stimolano la vostra creatività?

http://www.slideshare.net/

http://cl1p.net/

http://pbwiki.com/edu.wiki

http://it.wiktionary.org/wiki/Pagina_principale

http://www.mediafire.com/

https://www.google.com/accounts/ServiceLogin?service=pages&continue=http%3A%2F%2Fpages.google.com%2F<mpl=yessignups

http://wigflip.com/

http://editor.cellsea.com/

http://web.splashcast.net/catalog/search.aspx

Con chi abbiamo a che fare?

Un giovane studente su due (il 51%) studia in Italia tanto sul libro di testo quanto sul materiale scaricato da internet, mentre solo il 41% utilizza solo il libro di testo. La tecnologica conta, eccome, anche a scuola.
Un’altra indagine AIE vede i giovani come la digital generation: sono internauti (per il 91%), più della metà (il 53%) hanno un Ipod o comunque un lettore mp3. Uno su quattro partecipa almeno settimanalmente a chat e forum e il 9% ha un blog personale in cui inserisce i suoi pensieri. Il 52% dei giovani italiani legge riviste e quotidiani tanto su internet quanto in forma cartacea (il 27% lo fa solo in modo tradizionale).
Sta cambiando la modalità di accesso ai consumi tecnologici. E cambia il modo di comunicare dei giovani: al di là dell’utilizzare i motori di ricerca (84% degli internauti lo fa almeno una volta alla settimana), di inviare o ricevere email (66% degli internauti lo fa almeno una volta alla settimana) o recuperare i contenuti per il proprio studio e lavoro (il 27%) – attività comuni per i giovani internauti più occasionali -, vi sono nuove forme di utilizzo che stanno prendendo piede rapidamente. I giovani non si percepiscono come soggetti passivi del mondo informatico, ma come protagonisti attivi della produzione dei contenuti da scambiare e condividere: partecipazione e condivisione diventano dunque le nuove “regole” di utilizzo della rete”. Il 42% degli internauti ha infatti utilizzato internet almeno una volta per partecipare a chat, blog, forum o per inserire scritti personali, pensieri, poesie nel proprio blog personale.
L’identikit di questo blogger/”frequentatore di chat” ? Ha un titolo di studio di media inferiore (per il 46%); abita in una grande città (per il 50%); usa internet tutti i giorni (60%) e vi accede prevalentemente da casa (per il 55%). Condividono i pensieri e condividono anche i files: il file sharing – ossia il nuovo metodo di condivisione che permette di scaricare e scambiare musica, libri, interi cd musicali .Sono loro ad anticipare nuove modalità di uso delle tecnologie, che poi con il tempo – assestandosi – diventano consuetudine per tutti. E’ successo così con il computer, succederà anche con strumenti come blog, wiki, podcast, RSS.

E i docenti?

Chi insegnerà agli studenti il corretto utilizzo di questi strumenti? A quale punto di riferimento potranno rivolgersi? Superare allora la paura è una profonda e reale necessità, se la scuola non vuole dimettersi dal suo ruolo di educatrice delle giovani generazioni. Se la scuola si vuole porre come costruttivo filtro tra la realtà e l’educazione delle giovani generazioni è evidente allora come sia assolutamente necessario che all’interno della scuola nascano forme di flessibilità che le consentano di modellarsi ed adattarsi alle multiformi sfaccettature della realta’. Il ruolo delle nuove tecnologie, quindi, resta quello di costruire una nuova strategia per questa seconda decade di vita del web, fornire efficaci esempi di modalità operativa, ma, alla fine, quella che ci troviamo davanti è una strada veramente avvincente ed entusiasmante: alla scuola non resta altro che prendere a piene mani il coraggio di affrontare il nuovo e lanciarsi dentro…il mare aperto. 

Tratto da :http://www.indire.it/content/index.php?action=read&id=1374