Le meta-ansie di un anonimo sissino

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Eccomi qua di fronte al mio computer a pensare, ripensare e …riflettere, pensare ancora, in realtà quello che dovrei fare è meta-riflettere. Mi accorgo con viva preoccupazione che non conosco il significato della parola, eppure già l’anno passato ho scritto una metariflessione e sembrava essere abbastanza corretta…chissa? Un po’ di affanno mi prende ora di fronte ad una cartella word che devo riempire metariflettendo. Retrogrado, prendo il mio affezionato dizionario, “Il Nuovo(!!) Zingarelli”, ma neanche il fidato libro con le pagine di carta leggera e i caratteri minuscoli è in grado di aiutarmi (bell’idea chiamarlo NUOVO)  e anzi mi confonde le idee, dice che meta, come suffisso, può significare trasformazione (es. metamorfosi), composto chimico polimero (es. metaldeide), oppure “al di là” “che trascende”(es. metafisica).Propendo per la terza ipotesi ma non tanto grazie al raggiungimento di una nuova consapevolezza quanto, forse, per una inclinazione naturale verso la Filosofia, disciplina che ho scelto per la specializzazione all’insegnamento. Sono perplesso, quello che sto scrivendo, molto probabilmente, non è una metariflessione…cosa posso fare? Ecco, finalmente, l’illuminazione!!! Il significato di quella parola, che ha a che fare con le nuove tecnologie, lo posso trovare nel mare di Internet. Per  forza, mi sento stupido a non averci pensato prima, anzi retrogrado!!

Google…METARIFLESSIONE invio e il gioco è fatto!! Il potente e onnipotente motore di ricerca mi ha scovato ben 1050 siti quindi sono in una botte di ferro!! In effetti finalmente ho scovato il significato del termine:  

METARIFLESSIONE
La metariflessione si basa sul ripercorrere la propria esperienza esplicitandone le strategie utilizzate,        le fasi cognitive e il reale vissuto emotivo.
Il guidare alla metariflessione ha un valore importante dal punto di vista:

 ·       della costruzione delle conoscenze,

 ·       dell’acquisizione della consapevolezza di sé,

·       dell’accettazione di diverse modalità di interpretazione di un’esperienza comune.

Tutto è finalmente risolto :i dubbi sono stati spazzati via, ho in mano una definizione che può adattarsi a quello che pensavo e avevo già, più o meno, in mente…d’altra parte l’ho trovato su google, era scritto in internet, chi mi può contestare qualcosa? Chi può risalire al fatto che è stato estrapolato da un progetto del Provveditorato agli studi di Cuneo, che è datato duemilaquattro, che non si sa chi sia l’autore e che riguarda un lavoro sulla educazione ambientale! Accidenti,  mi è tornato un po’ l’affanno mi è salita di nuovo l’ansia…o meglio il meta-affanno e la meta-ansia…

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Con chi abbiamo a che fare?

Un giovane studente su due (il 51%) studia in Italia tanto sul libro di testo quanto sul materiale scaricato da internet, mentre solo il 41% utilizza solo il libro di testo. La tecnologica conta, eccome, anche a scuola.
Un’altra indagine AIE vede i giovani come la digital generation: sono internauti (per il 91%), più della metà (il 53%) hanno un Ipod o comunque un lettore mp3. Uno su quattro partecipa almeno settimanalmente a chat e forum e il 9% ha un blog personale in cui inserisce i suoi pensieri. Il 52% dei giovani italiani legge riviste e quotidiani tanto su internet quanto in forma cartacea (il 27% lo fa solo in modo tradizionale).
Sta cambiando la modalità di accesso ai consumi tecnologici. E cambia il modo di comunicare dei giovani: al di là dell’utilizzare i motori di ricerca (84% degli internauti lo fa almeno una volta alla settimana), di inviare o ricevere email (66% degli internauti lo fa almeno una volta alla settimana) o recuperare i contenuti per il proprio studio e lavoro (il 27%) – attività comuni per i giovani internauti più occasionali -, vi sono nuove forme di utilizzo che stanno prendendo piede rapidamente. I giovani non si percepiscono come soggetti passivi del mondo informatico, ma come protagonisti attivi della produzione dei contenuti da scambiare e condividere: partecipazione e condivisione diventano dunque le nuove “regole” di utilizzo della rete”. Il 42% degli internauti ha infatti utilizzato internet almeno una volta per partecipare a chat, blog, forum o per inserire scritti personali, pensieri, poesie nel proprio blog personale.
L’identikit di questo blogger/”frequentatore di chat” ? Ha un titolo di studio di media inferiore (per il 46%); abita in una grande città (per il 50%); usa internet tutti i giorni (60%) e vi accede prevalentemente da casa (per il 55%). Condividono i pensieri e condividono anche i files: il file sharing – ossia il nuovo metodo di condivisione che permette di scaricare e scambiare musica, libri, interi cd musicali .Sono loro ad anticipare nuove modalità di uso delle tecnologie, che poi con il tempo – assestandosi – diventano consuetudine per tutti. E’ successo così con il computer, succederà anche con strumenti come blog, wiki, podcast, RSS.